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I Custodi della biodiversità "Leguminosa" - Pisello Centogiorni

15/3/2021

 
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Abbiamo intervistato la signora VERA VARRONE, presidente e referente dei produttori del pisello Centogiorni, presidio Slow food :

D. Buongiorno Vera, come e quando nasce il recupero di questa antica varietà? Da quando si coltiva in zona? E perché questo nome?
R. Il pisello Centogiorni viene prodotto nell’area vesuviana da almeno un secolo, anche se la coltivazione di questo legume nei nostri territori è antichissima, già Greci e Romani ne facevano buon uso. Nel 1781, il grande cuoco filosofo Vincenzo Corrado sottolineava nel suo libro “sono i piselli gustosissimi quando sono verdi e teneri, nella nostra Napoli se ne fa uso grandissimo”. Fino agli anni ‘70 era molto diffuso, poi la corsa alle varietà più facili e produttive per l’industria hanno causato il suo progressivo abbandono. Grazie ad alcuni contadini locali che ne avevano salvato il seme, nel 2018 è iniziato un progetto di recupero e coltivazione, che lo ha portato a diventare un presidio Slow Food e ad essere inserito nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Campania.
Un ruolo virtuoso l’ha avuto il comune di Trecase, storicamente il più votato a questa coltivazione, nella persona del sindaco Raffaele De Luca che, insieme a Patrizia Spigno (responsabile dei presidi Slow Food Campania) e Maria Lionelli, fiduciaria della condotta Vesuvio, hanno creato un gruppo di piccoli produttori, aiutandoli a recuperare una piccola quantità di semi per iniziare, ed oggi sono in diciotto a formare l’Associazione Pisello Centogiorni del Vesuvio. Non ultimo, la figura di Fofò Ferriere, “ristorattore” e ambasciatore di questo grande prodotto.
Il nome deriva dal periodo medio del suo ciclo, appunto di 100 giorni circa, anche se oggi, a causa del cambiamento climatico, si è un po' allungato.

Quando si semina per essere raccolto così presto?
Un tempo la semina veniva fatta nei giorni successivi alla festa della Madonna della Neve, il 22 ottobre, seguendo il lunario agricolo-contadino, oggi si inizia ai primi di novembre, sempre in pieno campo come una volta, per essere raccolto, a scalare, a mano, dalla metà di marzo a maggio.

Dove e come si può acquistare il prodotto fresco? Esistono anche prodotti confezionati?
I piselli freschi si possono acquistare, da questa settimana, direttamente tramite il sito pisellocentogiornidelvesuvio.com o nella pagina facebook pisellocentogiorni, oppure ogni prima domenica del mese, da marzo a maggio, al Mercato della Terra a Boscoreale. Si possono poi comprare i piselli precotti in acqua e sale o in crema di baccelli attraverso la piattaforma Foodscovery.

Quali sono le sue principali caratteristiche ?
L’estrema dolcezza e delicatezza, davvero unica, e una cottura molto breve, anche se è da provare pure crudo. Inoltre la sua precocità grazie al clima e al terreno, che la rendono una “vera” primizia, non forzata. Un tempo, i piselli secchi venivano ridotti in farina, sia per la conservazione che per l’importante valore nutrizionale.

Qual è allora la ricetta tradizionale per gustare al meglio questa primizia?
Sicuramente la pasta e piselli alla napoletana (trovate la ricetta all’indirizzo https://www.legumichepassione.com/ricette-campania.html), anche se in zona viene proposta abitualmente anche col baccalà o con le seppie, un abbinamento che troviamo già negli antichi ricettari Romani.

Dato che ci è venuta fame, ci indichi un paio di ristoranti della zona dove poterli gustare al meglio, sicuri della loro autenticità
Sono parecchi i ristoranti del territorio coinvolti nel processo di tutela e valorizzazione dei piselli Centogiorni, indispensabili per farli conoscere insieme alle altre eccellenze del territorio vesuviano, in particolare direi il ristorante La Lanterna, a Somma Vesuviana, e il Garum, a Pompei, entrambi inseriti nella guida Osterie d’Italia, Slow Food Editore.

Intervista di Leopoldo Simonato per Legumi che passione
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