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Ricette Sicilia

Frittedda Siciliana  
Macco di Fave  
Zuppa di Fagioli Badda con Pasta Fresca al Finocchietto     
Zuppa di Fagioli Cosaruciaru con Guanciale Croccante

Frittedda Siciliana

Foto
Ingredienti
200 gr. di piselli freschi sgranati;
200 gr. di fave fresche sgranate;
4 carciofi; due cipollotti;
succo di mezzo limone;
​un cucchiaio di aceto di vino bianco;

un cucchiaino di zucchero;
menta q.b.;
olio di oliva, sale e pepe q.b.
Preparazione
​
Mondate i carciofi eliminando il gambo e togliendo le foglie più dure. Procedete sfogliandoli, andando avanti fino a raggiungere le foglie più tenere. Con un coltello tagliate la punta delle foglie, eliminate lo strato esterno fibroso dei cuori di carciofo e la peluria interna, quindi affettate i cuori a fettine, e mano a mano immergeteli subito in una ciotola con dell’acqua fredda e il succo di mezzo limone, per evitare che si ossidino.
Sgranate le fave e i piselli, e pulite i cipollotti sbucciandoli eliminando la parte verde, quindi lavateli e affettateli. Fateli appassire, senza lasciarli colorire, in una padella con un filo d’olio. Unite i carciofi scolati e fateli insaporire per due minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno. Aggiungete le fave e i piselli, e fate rosolare per qualche minuto. Poi versate mezzo bicchiere d’acqua, coprite e cuocete per circa 20 minuti a fuoco dolce. Rigirate di tanto in tanto e, se occorre, mettete qualche cucchiaio d’acqua durante la cottura. Una volta terminata, salate e pepate, aggiungete alcune foglie di menta spezzettate, lo zucchero e l’aceto.
Mescolate bene e lasciate insaporire a fuoco medio per un paio di minuti. Lasciatela raffreddare prima di servirla.
Piatto primaverile di antica tradizione, tipico in particolare della città di Palermo, un tempo si cominciava a preparare il 19 marzo, giorno della festa di San Giuseppe. Il fatto che si chiami frittedda, pur non avendo nella preparazione ingredienti fritti, è dovuto probabilmente ad una storpiatura di un vecchio vocabolo palermitano con cui si identificava un tempo questa ricetta.

Testo e immagine tratti da blog.giallozafferano.it

Macco di Fave

Foto
Ingredienti
350 gr. di fave secche decorticate;
un cipollotto;
una carota;
​
uno spicchio d’aglio;

finocchietto selvatico q.b.;
olio di oliva, sale e pepe q.b.
Preparazione
Sciacquate abbondantemente le fave secche, poi mettetele in ammollo per almeno due ore. Nel frattempo, mondate la carota e il cipollotto, e tritateli finemente, facendoli poi soffriggere con un generoso giro di olio, aggiungendo anche lo spicchio d'aglio in camicia schiacciato con il palmo della mano. Scolate le fave dal liquido di ammollo e aggiungetele al soffritto, facendo insaporire mescolando.
Poi rimuovete lo spicchio di aglio e coprite tutto con acqua calda. Salate, chiudete con il coperchio e fate cuocere a fuoco basso per almeno un'ora, o comunque fino a quando le fave inizieranno a disfarsi. Mescolate di frequente e ricordate di aggiungere di tanto in tanto un goccio di acqua tiepida se durante la cottura la minestra dovesse asciugarsi troppo.
Servite subito il macco di fave ben caldo e cremoso, ultimando con pepe, finocchietto selvatico tritato e olio a crudo. Per realizzare la ricetta si possono utilizzare anche le fave fresche, e se amate le erbe aromatiche provate a inserire del timo o del rosmarino.

Piatto povero tradizionale siciliano, originario di Agrigento, è la pietanza tipica della festa di San Giuseppe. In antichità era considerato il “piatto del buon auspicio”, offerto dai proprietari terrieri a tutti i contadini al termine del raccolto, per festeggiare la fine del lavoro.

Testo e immagine tratti da cookist.it

Zuppa di Fagioli Badda con
Pasta Fresca al Finocchietto

Foto
Ingredienti
300 gr. di fagioli Badda di Polizzi;
una cipolla; una carota;
uno spicchio d’aglio; un gambo di sedano;
un cucchiaio di salsa di 
pomodoro;
​sale e pepe q.b.;

olio extravergine d’oliva q.b.;
Per la pasta:
200 gr. di farina; acqua q.b.;
una cucchiaiata di finocchietto selvatico
tritato
fino;  colatura di alici
o un paio
di Masculine di Magghia
Preparazione
Mettete a bagno i fagioli, per almeno 12-14 ore. Scolateli, sciacquateli e poneteli in una pentola, assieme alle verdure e con sufficiente acqua. Fate cuocere a lungo, per almeno due ore. Intanto preparate la pasta: sulla spianatoia, create la fontana con la farina, e all'interno mettete il trito di finocchietto. Impastate con acqua, fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Fate riposare un poco la pasta, avvolta nella pellicola, poi stendetela in sfoglie sottili. Tagliatela a strisce, poi a losanghe, e lasciatela asciugare, coperta da un telo.
​Appena la zuppa sarà pronta, eliminate le verdure e salate. Con una schiumarola sollevate un po’ di fagioli e schiacciateli con una forchetta. Riportate a bollore e unite la pasta, portando a cottura, per circa due minuti. Condite poi con olio extravergine, un poco di pepe o peperoncino, e se volete, aggiungete un filo di colatura di alici, oppure, con l’aiuto di una forchetta, disfate due Masculine di Magghia in una ciotola, dopo averle private della lisca e versate a filo un poco di olio, emulsionate bene il tutto e poi condite.

Testo e immagine tratti da melagranata.it

Zuppa di Fagioli Cosaruciaru
​con Guanciale Croccante

Foto
Immagine tratta da gastronomiashop.it
Ingredienti
150 gr. di fagioli cosaruciaru di Scicli (presidio Slow Food);
400 gr. di pomodori maturi;
100 gr. di cipolla
;
due coste di 
sedano;
200 gr. di guanciale croccante tagliato
​a fette sottili;

80 gr. di caciocavallo grattugiato;
olio di oliva, sale e pepe rosso q.b.
Preparazione
Mettere in ammollo i fagioli in abbondante acqua per 4-6 ore e successivamente sbollentateli per 10 minuti e scolateli.
Tuffateli in una casseruola con la cipolla tagliata alla julienne, il sedano tritato, i pomodori spellati e tagliati a pezzi, coprite il tutto con acqua salata e terminate la cottura.
Fate sgrassare il guanciale su una padella ben calda al punto che diventi croccante.
Servite la zuppa ben calda con il guanciale croccante, una spolverata di caciocavallo grattugiato, pepe rosso ed infine un filo d’olio extra vergine d’oliva. 
​

Testo e immagine tratti da ilmondodiluvi.blogspot.com

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Veneto a Tavola S.a.s. di Leopoldo Simonato & C.

Via Salata, 7
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